Property Finder e collaborazioni immobiliari: perché in Italia non decollano come in Europa

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https://www.youtube.com/watch?v=RnRTFLhiIfA

Cos’è il Property Finder e il ruolo del “chasseur immobilière”

Una figura professionale molto diffusa in altri Paesi europei: il property finder, o chasseur immobilière secondo la terminologia francese. Questa figura si occupa solo della ricerca dell’immobile ideale per l’acquirente, diversamente da molte agenzie tradizionali che lavorano prevalentemente per il venditore.

Il property finding si basa sull’ascolto dei bisogni dell’acquirente e su una ricerca mirata e personalizzata, spesso anche nel segmento off-market, cioè immobili non ancora pubblicizzati nei canali tradizionali, grazie alle relazioni professionali consolidate di chi svolge questo servizio.

In Italia il concetto esiste ma ancora non è completamente radicato nel mercato immobiliare, soprattutto nella provincia rispetto alle grandi città o ai mercati esteri. Questo perché manca una cultura consolidata della consulenza indipendente e del buyer-oriented real estate.

Collaborazioni immobiliari: un elemento chiave

Un altro tema centrale del video riguarda le collaborazioni tra agenti immobiliari.

La vocazione alla collaborazione può trasformare profondamente il mercato:

  • quando due professionisti lavorano insieme su una vendita, le provvigioni possono essere divise equamente e la trattativa si chiude più velocemente;
  • se un agente mantiene la provvigione venditore e divide solo quella acquirente, si crea un incentivo alla collaborazione genuina.

👉 Nel video ti racconto un caso recente di successo di collaborazione con un collega che ha portato a una trattativa rapida ed efficace con spartizione delle provvigioni.

Tuttavia, molti colleghi ancora esitano ad adottare questo approccio, soprattutto quando non viene firmato un mandato in esclusiva: molti venditori pensano che avere più agenzie operanti aumenti le possibilità di vendita, ma questo spesso si traduce in spreco di tempo e sforzi non coordinati.

Perché il property finding fatica in Italia

Uno dei problemi principali è la struttura delle provvigioni nel mercato italiano, spesso troppo bassa nella fase di acquisizione (0–1%) per permettere una suddivisione con chi porta l’acquirente. Un property finder che segnala un immobile acquisito da un’agenzia potrebbe non ottenere una quota equa di provvigione, rendendo il modello insostenibile nel nostro mercato.

Questo limita l’adozione del property finding come servizio autonomo, mentre in Francia e in altri Paesi europei la figura è riconosciuta e remunerata correttamente, favorendo:

  • una ricerca più approfondita per l’acquirente
  • un mercato più trasparente e competitivo
  • relazioni professionali più solide tra agenti

Il mandato in esclusiva è ancora fondamentale

Nel video si ribadisce che il mandato in esclusiva resta uno strumento indispensabile per garantire efficienza e collaborazione:

✔ permette di investire tempo e risorse nella vendita
✔ favorisce una relazione chiara tra venditore e agente
✔ consente di lavorare meglio con un property finder e altri colleghi

👉 Una cultura professionale più aperta alla collaborazione e alla consulenza di parte potrebbe dare nuovo impulso al mercato immobiliare italiano, rendendo servizi come il property finding sempre più richiesti.

 

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